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Zenga: “Riconferma? Sono ottimista. Pavoletti sarà in panchina”

Alla vigilia dell’ultima fatica di un campionato anomalo, il tecnico rossoblù illustra la gara contro il Milan in programma domani alle 20.45

Per Walter Zenga non sarà mai una partita come le altre. Milanese, per anni bandiera dei cugini interisti, sarà una sorta di derby. Sarà partita vera, o classica di fine campionato?

CENTROCAMPO. “Un allenatore che ha gli uomini contati cerca di mettere in campo gli uomini che stanno meglio per affrontare una squadra che ha fatto 15 gol nelle ultime 5 partite. Questa squadra ha dato il meglio di sé quando ha giocato a tre e rigiocheremo a tre anche domani. Stiamo valutando, devo ancora passare dall’ufficio medico”.

ULTIMA DI STAGIONE. “Emozione no. Sono già tornato tante volte da allenatore a San Siro. Sarà emozionante allenare alla Sardegna Arena con i tifosi. Riconferma? Sono un inguaribile ottimista, se il presidente prenderà un’altra strada non lo so. Walukiewicz? Ci sarà sicuramente domani. Il risultato interessa sempre, non solo perché giochi con il Milan, giochi per difendere l’onore del tuo club. La vittoria con la Juve deve darci più serenità. Non c’è una partita che non prepari per vincere”.

I GIOVANI. “Quando vedono davanti a loro professionisti come Ibrahimovic e Ribery devono guardare alla strada che hanno fatto. Il talento non basta, serve coraggio e continuità. I professionisti grandi vanno ammirati per questo. Domani? Nessuno dei giovani sapeva di giocare prima delle partite, tutti hanno le stesse possibilità. Uno di loro ha più possibilità di giocare, ma non escludo che non giochi nessuno di loro”.

CAMBIARE O RESTARE. “Il fatto di aver fatto dieci punti così velocemente ha rilassato l’ambiente. Ma se abbiamo vinto con la Juve e vinceremo anche domani non penso si debba cambiare idea sull’allenatore. La società deciderà, ma se fossi io un presidente non mi baserei solo sui risultati”.

PAVOLETTI. “Lo porto in panchina perché non è facile star fuori un anno. Mi piacerebbe regalargli un solo minuto, può essere una spinta per tornare quello che è sempre stato. Ma nessuno si metta in testa che è pronto per giocare. Siamo contenti che possa quasi essere fuori dal tunnel, se ci sarà la possibilità gli daremo un minuto”.

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