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Alla Sardegna Arena è andata in scena una delle partite più belle della storia recente del Cagliari Calcio, ecco alcuni dei momenti più folli

C’È CERRI. Avete mai visto un armadio svedese di 198cm per 89kg essere scaraventato sopra una persona e rimbalzargli addosso come nulla fosse? In Cagliari-Roma è successo anche questo. Quando si è sparsa la voce che Pavoletti non avrebbe giocato forse solo Alberto Cerri non era preoccupato. Chiamato a sostituire il bomber titolare il numero 9 non ha brillato per rapidità e precisione, ma ha sovrastato fisicamente Fazio e Manolas aprendo spazi e facendo spesso salire la squadra. Incredibile quando nel primo tempo Olsen, in uscita, gli si è scaraventato contro con tutto il peso rimbalzandogli sul petto come una pallina di carta. Il nostro “Obelix” non sarà bello da vedere ma sicuramente quando c’è da fare a sportellate è il numero uno.

L’UOMO CRAGNO. Possiamo anche sbilanciarci: Alessio Cragno è almeno nella top 5 dei portieri più forti in Serie A. Il numero 28 rossoblù anche ieri lo ha confermato disputando una partita sontuosa, specialmente quando con una mano ha salvato la squadra dal terzo gol su una conclusione ravvicinata di Zaniolo. Un tiro a botta sicura su cui Cragno si è lanciato con dei riflessi disumani. Ora resta solo da chiedersi: siamo sicuri che Donnarumma sia più forte?

IL RITORNO DI PATTOLINO. Era da tempo che lo stadio non esplodeva così di gioia. Una girandola di emozioni che ha portato i tifosi dalla sofferenza all’estasi nel giro di pochi minuti. Ancora più bello perché a segnare il gol decisivo è stato un giocatore in difficoltà: Marco Sau. L’attaccante ha segnato una delle reti più importanti della sua carriera e lo ha fatto in una bolgia, davanti al suo pubblico, quando ormai tutto sembrava perduto in nove uomini. Non c’era modo migliore per tornare ad esultare.

I CAMBI. Il merito di Maran è sicuramente quello di aver creduto negli uomini a sua disposizione. Bisogna ammettere che al momento degli ingressi di Pajac, Sau e Cigarini nessuno avrebbe puntato un centesimo sulle intenzioni di rimonta dei rossoblù. Invece il tecnico ha mandato in campo tre giocatori col fuoco negli occhi. Vuoi perché Pajac era al debutto in Serie A, vuoi perché Cigarini è stato retrocesso a vice Bradaric, vuoi perché Sau era caduto da troppo tempo nel baratro della mancanza di gol. Tre cambi che invece hanno svoltato la partita in positivo, esattamente l’opposto dei tre cambi disastrosi effettuati dalla Roma. Maran ha capito che la reazione doveva arrivare dalla rabbia. E ha avuto ragione.

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