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La prevedibilità del Cagliari: quell’unica arma offensiva

Il Cagliari, dall’avvicendamento in panchina tra Rastelli e López, ha cambiato innanzitutto modulo. Il 4-3-1-2 ha lasciato il passo al 3-5-2, con un tentativo di sviluppo dell’azione e una concezione offensiva differenti.

La figura del trequartista, nella fattispecie João Pedro, ha rappresentato un marchio riconoscibile del tecnico campano che vedeva nel brasiliano un elemento irrinunciabile. Forse il giocatore più dotato tecnicamente della rosa, JP10 rientra nella categoria dei fantasisti in grado di risolvere le gare nelle giornate felici. Purtroppo per il Cagliari, il sudamericano è incappato in una stagione contraddittoria nonostante le 5 reti segnate, che ne fanno ancora il bomber della squadra insieme a Pavoletti. Prestazioni contrastanti, poco fruttifere e spesso totalmente inefficaci. In queste condizioni, è più probabile che si verifichi una circostanza deleteria… ovvero il regalo di un uomo agli avversari. All’inizio della sua gestione, l’allenatore uruguaiano lo lasciò ai margini del suo nuovo 3-5-2 ma ben presto ci ripensò: meglio trovare un modo per “incastrare” JP10 in campo. Ecco quindi l’impiego a punta d’appoggio subito dietro Pavoletti, ma i risultati non sono stati incoraggianti e oltretutto il brasiliano si è beccato 4 turni di stop dopo Cagliari-Fiorentina. Chi ha giocato al suo posto non ha fatto meglio…

Diego Farias, come l’amico e connazionale, vive un campionato finora da dimenticare. Un gol che definire fortunoso è pure eccessivo – sul rinvio del sampdoriano Viviano – con una miriade di occasioni buttate al vento e quella propensione da “spaccapartite” ormai morta e sepolta. Che sia stato utilizzato dall’inizio o a gara in corso, il folletto di Sorocaba non ha comunque entusiasmato. Ma non è tutta colpa sua, va detto. Perché se i palloni da giocare diventano pochi, le responsabilità si annidano altrove. Potrebbe dire altrettanto Pavoletti, ormai costretto a vivere facendo a spallate in area di rigore sperando in un miracolo, leggi cross dalla destra. E sì: il copione offensivo dell’era López può essere considerato, a ragione, possibilmente più povero di quello redatto da Massimo Rastelli.

Il Cagliari di oggi usa un’unica, prevedibile arma per cercare di sorprendere gli avversari. Cross dalla destra – 9 volte su 10 proveniente da Faragò – e… speriamo che ci arrivi “Pavo-gol”. Troppo poco. Davvero troppo poco, per una compagine di Serie A che a rigor di logica dovrebbe cercare di essere il più camaleontica possibile. A livello di costruzione della manovra Cigarini verticalizza esclusivamente tramite lanci lunghi, Barella ha buoni piedi e verve ma non può movimentare il tutto da solo. Gli altri interpreti hanno doti prettamente di contenimento, riferendosi ai consueti titolari Ionita e Padoin. La conclusione da fuori è un’opzione sconosciuta, peccato. Così come è raro assistere a giocate con un minimo di personalità: oltre a Barella, l’unico che le tenta è il difensore Romagna… beata gioventù!

Il quadro della situazione è terribilmente prevedibile: ne è cristallina testimonianza ciò che è accaduto durante Cagliari-Fiorentina. In quel match giocò a destra van der Wiel, che dopo le prime (timide) avanzate fu neutralizzato da Pioli con un escamotage tattico semplicissimo. Alzò di qualche metro l’esterno mancino Biraghi, costringendo l’olandese a stazionare nella sua metà campo. Fine dei possibili rifornimenti per Pavoletti e fine dei giochi. Con l’innesto di Lykogiannis a sinistra, si spera di assistere a qualche miglioramento, pur all’interno della stessa filosofia di manovra.

Quindi, la possibile causa di tutto ciò potrebbe essere riconducibile a quest’estate, quando si lavorò per costruire la rosa della stagione 2017-18. Con in panchina Rastelli, che aveva determinate idee e le figure degli esterni di ruolo erano quasi inesistenti – in particolare da centrocampo in su – è stata attuata una determinata politica. López si sta “arrangiando” con ciò che ha trovato in casa al momento del suo arrivo. Come dire… non può fare miracoli, soprattutto portare una sua vera e propria idea di calcio, con un gruppo non amalgamato da lui. Al Cagliari mancano piedi sapienti e personalità: forse colpa di alcune scelte poco felici in sede di mercato?

Come saranno i prossimi mesi decisivi per questo Cagliari, alla luce di questi elementi?

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