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Sardegna Arena, altro che fortino: troppe sconfitte

Otto sconfitte in dodici partite, undici in campionato e una in Coppa Italia. Non si può certo dire che la Sardegna Arena, lo stadio provvisorio in attesa di quello definitivo (che sorgerà al posto dell’attuale Sant’Elia) sia un fortino. La struttura da 16233 posti, costruita in appena 127 giorni, che ha visto il tutto esaurito solo in occasione della gara del 6 gennaio contro la Juventus, era stata inaugurata con Cagliari-Crotone giocatasi il 10 settembre, gara vinta 1-0 dai rossoblù, con un gol di Sau. Le successive tre gare con Sassuolo, Chievo Verona e Genoa (partita costata la panchina a Massimo Rastelli) sono state perse rispettivamente 1-0, 2-1 e Genoa.

Trand positivo invece con l’arrivo di Diego López in panchina. 2-1 all’ultimo istante con gol di Pavoletti contro il Benevento e ancora 2-1 contro l’Hellas Verona, arrivato in rimonta. Quindi nuova serie nera. Doppio ko interno in pochi giorni con Inter per 3-1 e Pordenone (in Coppa Italia) col punteggio finale di 2-1 che costa l’eliminazione diretta.

Il pareggio in rimonta con la Sampdoria (2-2) è solo un brodino caldo. Infatti la Sardegna Arena torna terra di conquista (al di là delle polemiche) per le avversarie. La Fiorentina si impone 1-0 a tre giorni dal Natale, la Juventus passa con lo stesso punteggio dei viola la sera dell’Epifania e, infine, ieri sera il Milan vince 2-1. Nelle prossime gare si cercherà di invertire la situazione. In particolare quando arriverà la Spal degli ex Borriello e Salamon, in un fondamentale scontro diretto, sognando poi di fare lo sgambetto al Napoli capolista di Sarri che, prima dell’arrivo di Rastelli, disse no a Tommaso Giulini, perché già in accordo con De Laurentiis.

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