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La fine dell’era Rastelli: due anni da non buttare

Sono stati due anni all’insegna dell’odi et amo quelli tra Cagliari e Massimo Rastelli. Due anni in cui sul campo si sono alternate vittorie brillanti a debacle clamorose, tratti in cui i rossoblù sembravano inarrestabili ed altri in cui si palesava una squadra disorganizzata e incapace di reagire. A fine stagione però Rastelli non ha sbagliato un obiettivo. Ha vinto il primo storico Campionato di Serie B con ben 10 punti sulla terza e riuscendo a superare un incredibile Crotone capace di tenere un passo da 82 punti stagionali. Quello degli uomini di Rastelli in quel torneo è stato un dominio assoluto, con la promozione praticamente mai in discussione.

Lo scorso anno invece le critiche per il tecnico sono aumentate. La posta in gioco si è alzata,  l’inevitabile impatto con la Serie A si è fatto sentire e sono state tante anche le difficoltà di gestione del gruppo, con il ds Capozucca chiamato a fare gli straordinari per ricucire gli strappi nello spogliatoio. Alla fine però ancora una volta Rastelli ha portato la nave in porto con 47 punti e una salvezza più che tranquilla.

Di questi due anni rimane uno zoccolo duro di giocatori maturati sotto la guida del tecnico, a cominciare dai brasiliani Joao Pedro e Farias per proseguire con un Pisacane diventato leader e un Barella da Nazionale. Resta un gruppo che ha imparato a conoscersi e che riparte con la certezza di avere le qualità per potersi risollevare. Rastelli non è mai stato il male assoluto, chi pensa questo sbaglia. È stato al contrario l’uomo da cui è ripartito il Cagliari dopo la caduta in Serie B e questo non andrebbe dimenticato. Non dovrebbero dimenticarlo nemmeno i giocatori, perché se un tecnico che ha centrato tutti gli obiettivi negli ultimi due anni è stato sollevato dall’incarico c’è da dire che chi scende in campo qualcosa sulla coscienza ce l’ha.

Quattro partite inguardabili non sono solo frutto di un allenatore confuso e di una preparazione atletica dubbia. Rastelli ha colpe, tante, ma la sua testa e quella del suo vice Nicola Legrottaglie non devono essere cadute invano. Giocatori e società si assumano la loro parte di responsabilità: c’è un mercato sbagliato e una squadra apparsa svogliata e demotivata dopo appena quattro partite. Le esperienze passate dovrebbero essere servite, Giulini non torni indietro di due anni.


Il trofeo della Serie B 2015/2016 al Cagliari 1920 History & Gallery.

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