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Le quattro cose peggiori della sfida contro il Napoli

La sfida di ieri al San Paolo è stata una totale disfatta. La cosa peggiore però non sta nel risultato, che contro una squadra come il Napoli può starci, ma in tutto il resto. Dalle scelte dell’allenatore all’atteggiamento in campo, dalle prestazioni dei singoli all’intesa corale, nulla ha funzionato. Proviamo allora ad analizzare gli errori più clamorosi commessi da Rastelli e dai suoi uomini, cercando di chiarire il perché non ci si può nascondere dietro al valore dell’avversario:

1 – Il modulo – Rastelli si è affidato alla sua formazione tipo con il canonico 4–3-1-2, con l’intento di sacrificare la copertura sulle fasce in favore di una maggiore densità in mezzo al campo. Il risultato è stato devastante. Sulla fascia destra, coperta da un allucinato Padoin, gli azzurri attaccavano sempre in tre (Ghoulam, Insigne, Hamsik) mentre a sinistra, nelle poche volte in cui Hysaj è salito, il Cagliari ha sempre offerto ottime occasioni agli avversari lasciando praterie a Callejon.

2 – Le marcature – Pronti via subito gol del Napoli. Ci sono Ghoulam, Insigne e Hamsik che spadroneggiano sulla fascia destra con i giocatori del Cagliari che lasciano sempre tre o quattro metri per ragionare agli avversari (il motivo si ripeterà per tutta la partita). Hamsik passa il pallone a Mertens e si fionda in area completamente dimenticato da Ionita, con la difesa che non scala e Padoin impegnato sull’uomo sbagliato che si lascia passare dietro lo slovacco, mentre Romagna si trova assolutamente fuori posizione. Troppo spesso i difensori rossoblù si sono visti passare i napoletani da dietro, lasciando voragini soprattutto sugli esterni. Sul 3 – 0 poi scandaloso il posizionamento dei giocatori e imbarazzante la marcatura di Padoin su Koulibaly, una carnevalata collettiva da far vedere nelle scuole calcio come esempio negativo da non fare.

3 – I cambi – Uno più sbagliato dell’altro. Un climax di errori che parte dall’ingresso di Dessena e prosegue con l’uscita di Cigarini e Pavoletti. Partiamo dal primo, inutile cambio fatto da Rastelli. Avendo capito le dimensioni dello svantaggio tattico che il 4-3-1-2 sta causando sulle fasce, l’allenatore rossoblù coglie l’infortunio di Sau per cambiare modulo e inserire Dessena per rinforzare la copertura, passando a un 4-4-1-1. Ovviamente le condizioni fisiche del capitano sono quelle che sono e contro i fulmini napoletani non poteva che sparire. Il cambio di Cigarini per Deiola è stato lo sventolio della bandiera bianca. Esce l’unico regista vero in rosa per far spazio a un ragazzo con zero minuti sulle gambe. Naturalmente a quel punto non si poteva più pensare ai calci piazzati e ai colpi di testa, quindi fuori anche Pavoletti per Farias così da giocare di più palla a terra come piace a Sarri.

4 – L’atteggiamento – Era ovvio che il pallino del gioco lo avrebbero tenuto loro, era ovvio che sarebbe stata una partita da giocare sulla difensiva, ma la mancanza di grinta è imperdonabile. Centrocampo assente, Ionita non ha mai aiutato la difesa e Barella è stato troppo timido in copertura. Impossibile per Cigarini creare gioco quando Joao Pedro non risponde e Pavoletti è da solo marcato da due mastini napoletani. Ingenuo il pressing alto del primo tempo.

Dispiace dover constatare questi errori, soprattutto perché dopo la partita con la Spal di due settimane fa tutto ci si sarebbe aspettato tranne che vedere il Cagliari in queste condizioni. Per Rastelli la pausa arriva al momento giusto, una settimana per ricomporsi e un’altra per preparare al meglio la sfida col Genoa. Attenzione a non risvegliare i morti.

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