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Dessena, una fascia da capitano che gira su troppe braccia

Appena 66’ minuti giocati nelle prime tre partite e prima presenza da titolare ieri contro il Crotone. Un bilancio non certo positivo per un veterano come Daniele Dessena, finalmente recuperato dopo due anni passati più in infermeria che in campo. Ieri il valzer della fascia di capitano, passata da Dessena a Sau e infine a Capuano. Praticamente più braccia diverse in ogni partita dall’inizio del Campionato, una questione marginale che però da la dimensione attuale del capitano ufficiale.

L’esplosione di Barella e le peculiarità di Cigarini in regia lo costringono a contendersi lo spazio con un osso duro come Ionita, un giocatore che quando è in forma Rastelli non toglierebbe dal campo per niente al mondo. Inoltre l’arrivo di Van der Wiel ha riportato a centrocampo Faragò, uomo che gode di un buon grado di fiducia da parte del tecnico, senza contare il duttilissimo Padoin e il giovane Deiola in recupero.

Una concorrenza spietata per Dessena che oggi si ritrova ad essere un capitano per nulla intoccabile.

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