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Pavoletti, un centravanti vecchio stile

Leonardo Pavoletti non ha certo bisogno di presentazioni, è un bomber di assoluta classe che ormai ha già raggiunto un alto livello di notorietà nel panorama calcistico italiano. Cerchiamo però di vedere nello specifico chi è l’acquisto più costoso della storia del Cagliari e come potra essere utile nel gioco di Massimo Rastelli.

Storia
Leonardo Pavoletti nasce a Livorno nel 1988 e i suoi esordi avvengono nei dilettanti con l’Armando Picchi, società sportiva toscana. A vent’anni inizia un girovagare tra i professionisti nelle serie minori: prima al Viareggio, poi al Pavia e infine Juve Stabia, Casale e Virtus Lanciano. In quest’ultima squadra arriva il primo vero ruggito del bomber con 15 gol e il titolo di Capocannoniere della Lega Pro, reti fondamentali che portano gli abruzzesi per la prima volta in Serie B.

L’anno dopo passa al Sassuolo e anche con i neroverdi fa la storia con i suoi 11 centri che aiutano il club ad approdare nel massimo campionato. Torna in B al Varese e risulta decisivo per la salvezza dei lombardi segnando 24 reti di cui 4 solo nei play-out. Rientra al Sassuolo in Serie A dove però ha poca fortuna prima di approdare al Genoa ed esplodere all’attenzione dei grandi club e della Nazionale. Proprio all’allora ct Antonio Conte viene mossa l’accusa di non averlo convocato all’Europeo 2016. Il Milan lo desidera ma alla fine se lo aggiudica il Napoli. In Campania non trova spazio, chiuso da un incredibile Mertens e dal rientrante Milik. Soltanto un anno dopo essere stato il grande assente agli Europei ed essere stato inseguito dalle grandi Pavoletti è approdato a Cagliari in cerca di rilancio.

Caratteristiche tecniche
Pavoletti è il classico centravanti che con i suoi 188cm sa destreggiarsi bene nel gioco aereo e fare da sponda per gli inserimenti dei centrocampisti. L’attaccante livornese, destro naturale, ha anche uno straordinario fiuto del gol ed è capace di mettere a bilancio numeri importanti a fine campionato. Agisce prevalentemente in area di rigore e questa caratteristica non lo ha fatto brillare agli occhi di Sarri che invece predilige le punte di maggior mobilità. Nonostante l’altezza è dotato di un fisico slanciato che lo rende anche piuttosto veloce in progressione ma ha bisogno di lanci in profondità e di tanti cross dalle fasce per rendere al meglio. Nel 4-3-1-2 di Rastelli troverà degli alleati importanti in giocatori come Van der Wiel, Sau e Farias che possono garantirgli un buon numero di cross. Ideale per favorire gli inserimenti di giocatori come Joao Pedro e Ionita, senza contare Barella che in appoggio a una punta così potrebbe iniziare a trovare la via del gol.

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