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Han già maturo per la Serie A?

Un tesseramento quasi in sordina, dopo settimane trascorse ad allenarsi con la prima squadra ed avere impressionato tutti. Il diciottenne nordcoreano Han Kwang-Song ha già fatto intravvedere ottime doti nei pochi minuti della scorsa stagione in cui è sceso in campo. Acerbo, d’accordo. Ma molto interessante.

L’attaccante classe 1998 ha totalizzato cinque presenze nell’ultima Serie A, diventando il primo calciatore della Corea del Nord a giocare nel massimo campionato italiano. Il tutto impreziosito dalla bella torsione contro il Torino che ha fruttato un pregevole ma inutile gol. Esistono tanti ottimi motivi per cui il ragazzo dovrebbe restare a Cagliari e non andare a fare esperienza altrove, magari in cadetteria. Dal punto di vista tecnico Han sa toccare il pallone con discreta abilità, la sua corsa non è fluida ma efficace e soprattutto di rapida messa in moto. Il fisico è tutt’altro che filiforme, nei contrasti deve imparare a farsi rispettare maggiormente però non si sottrae alle attenzioni dei difensori. Una peculiarità di questo giovane asiatico, alquanto significativa, consiste nell’intelligenza in possesso di palla: usa la testa, riflette bene prima di giocare il pallone senza buttarlo via e sa inserirsi bene negli spazi. Han è già in grado di dialogare con buona personalità al fianco di compagni molto più esperti e scafati, in tema di difese italiane. In più, vede la porta. Insomma, un elemento che necessita indubbiamente di maturazione. Ma vanta già l’ottimo biglietto da visita della scorsa stagione, che sembra suggerire possa stare già a suo agio nel mondo dei grandi. Con disinvoltura. Una sua cessione in prestito sembra essere probabile, ma potrebbe rivelarsi un errore. Han Kwang-Song sa già il fatto suo e quest’estate partirà alla pari con gli altri compagni. Può candidarsi al ruolo di grande sorpresa. Resterà?

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