Arrivato dal Sassuolo il 29 agosto in prestito con diritto di riscatto, Riccardo Ciervo sembrava destinato a entrare rapidamente nelle rotazioni di Fabio Pisacane. Appena ventiquattro ore dopo il trasferimento, l’esterno classe 2002 disputò infatti gli ultimi 8 minuti di Cagliari-Inter, facendo subito il suo debutto rossoblù.
Pochi giorni più tardi arrivò anche la prima, e finora unica, presenza da titolare: 90 minuti contro il Verona in Coppa Italia, utilizzato da Pisacane addirittura nel ruolo di esterno basso.
Da quel momento, però, il suo minutaggio in campionato – e di conseguenza generale – si è fermato.
Cinque giornate consecutive senza entrare
Ciervo è rimasto in panchina senza essere utilizzato contro Lecce, Atalanta, Udinese, Juventus e Monza. In Serie A con il Cagliari conta dunque appena una presenza e otto minuti, senza essere mai partito dal primo minuto.
Non sembra esserci dietro un problema fisico. L’ex Cesena continua infatti a essere convocato e durante la sosta ha giocato anche nell’amichevole contro il Rayo Vallecano, entrando al 62° e realizzando uno dei rigori della serie finale.
Una questione anche tattica
Il nodo sembra quindi soprattutto tecnico-tattico. Ciervo nasce come attaccante esterno, forte nell’uno contro uno e nell’attacco della profondità, caratteristiche sottolineate dallo stesso Cagliari al momento dell’acquisto.
Pisacane, però, nelle ultime settimane ha spesso privilegiato sistemi senza vere ali pure, alternando trequartisti, seconde punte ed esterni capaci di garantire maggiore equilibrio. A settembre Ciervo aveva spiegato di stare lavorando proprio sulla fase difensiva, prendendo come riferimento il lavoro svolto nella passata stagione da Palestra.
La concorrenza di Fadera, la crescita di altre alternative offensive e la possibilità di utilizzare Sugawara sulla corsia hanno ulteriormente ristretto gli spazi.



E di Aurelio ne vogliamo parlare.