In Sardegna il cognome O’Neill non ha bisogno di presentazioni. Fabián ha lasciato un ricordo indelebile soprattutto a Cagliari e oggi suo figlio Favio prova a costruire il proprio percorso nell’Isola.
Il primo capitolo è iniziato domenica, con il debutto ufficiale in Italia con la Nuorese sul campo del Villasimius. Entrato a inizio ripresa, il centrocampista uruguaiano ha disputato tutto il secondo tempo mettendo in mostra personalità, qualità e una buona capacità di incidere nella manovra.
Dal Nacional alla Sardegna
La carriera di Favio è iniziata nel Nacional, lo stesso club nel quale il padre aveva mosso i primi passi da calciatore. “Sono tifoso del Nacional in Uruguay e lì ha esordito anche mio padre prima di arrivare al Cagliari”, racconta sulle pagine de L’Unione Sarda.
Successivamente sono arrivate le esperienze con Fénix e Wanderers, quindi una parentesi in Romania e il ritorno in Uruguay per recuperare da un infortunio. Poi la decisione di trasferirsi in Italia, prima alla Cos e successivamente alla Nuorese, che ha deciso di puntare su di lui.
“Sono un centrocampista completo”
In campo O’Neill si descrive come un giocatore moderno e tecnico, capace soprattutto di cercare la giocata verticale.
“Sono un centrocampista completo. Il mio punto di forza è trovare i passaggi verticali e servire gli esterni alle spalle dei terzini”, spiega. Una caratteristica alla quale aggiunge una buona visione di gioco, qualità che ha mostrato anche nei suoi primi 45 minuti con la Nuorese.
Il ricordo di Fabián: “Era il mio migliore amico”
Il legame con il padre resta naturalmente il capitolo più importante della sua storia. Fabián O’Neill è stato un protagonista amatissimo dal popolo rossoblù e il figlio racconta con orgoglio l’affetto che ancora oggi riceve in Sardegna.
“Mio padre ha rappresentato molto per la Sardegna e soprattutto per Cagliari. Mi riempie di orgoglio quando le persone qui mi parlano così bene di lui”, racconta Favio.
Poi il ricordo diventa ancora più personale: “È stato una persona straordinaria e un giocatore meraviglioso. Oltre a essere mio padre, era il mio migliore amico”.
La sua scomparsa lo aveva segnato profondamente, tanto da spingerlo a pensare persino di lasciare il calcio. A tenerlo dentro al campo è stato anche ciò che il padre gli aveva trasmesso.
“Mi diceva di smettere quando non mi sarei più divertito”
C’è un insegnamento di Fabián che Favio porta ancora con sé ogni volta che scende in campo: divertirsi.
“Quando gioco mi diverto tantissimo. È l’insegnamento più importante che mi ha lasciato. Mi diceva sempre che il giorno in cui non mi fossi più divertito avrei dovuto smettere”.
Una filosofia che sembra accompagnarlo anche nella nuova avventura con la Nuorese.
“La Sardegna è la mia seconda casa”
Il rapporto con l’Isola è già diventato speciale. “In questo momento la sento come la mia seconda casa”, racconta O’Neill, sottolineando l’accoglienza ricevuta e il legame costruito con il territorio.
Anche la scelta della Nuorese è arrivata grazie alla forte volontà mostrata dal club: “Quando una società dimostra interesse e fa di tutto per averti, fa la differenza nella scelta di un giocatore”.
Un debutto che ha lasciato il segno
I primi 45 minuti con la Nuorese hanno confermato le buone sensazioni. “Mi è piaciuto molto il debutto, penso di aver fatto una buona prestazione e sono contento che la società sia rimasta soddisfatta”, racconta.
A colpirlo è stata anche la tifoseria: “I nostri tifosi hanno cantato per tutta la partita, in una trasferta così lunga. Mi è piaciuto davvero tanto”.
Obiettivo promozione
Adesso O’Neill guarda avanti e non nasconde le proprie ambizioni. Vuole trovare sempre più spazio, possibilmente già dal prossimo incontro, ma soprattutto contribuire alla stagione della Nuorese.
“Voglio giocare il maggior numero possibile di partite e portare la Nuorese il più in alto possibile. Voglio lottare per la promozione”, spiega.
L’inizio non è stato quello sperato, ma il campionato è ancora lungo. E per Favio O’Neill è appena cominciato anche un nuovo capitolo di una storia che, in Sardegna, ha già un cognome conosciuto e amato.



Belissima intervista, grazie !!non ne conoscevo l’esistenza del Figlio del Mago ,”guarda il pallone adesso c’e, adesso non c’è più…) magari è un talento che deve esplodere,23 anni…età giusta,sarebbe bello…sembra anche maturo dalle sue parole..chissà, da adesso seguirò un po di più la Nuorese..🫶❤️💙