Ci sono situazioni nella vita che non puoi comprendere e accettare, come quella capitata a Cristian Bucchi quando giocava nel Cagliari.
La tragedia
Era il 3 marzo del 2003, quando di rientro dalla trasferta del Cagliari in casa del Genoa. l’attaccante trovò morta nella sua abitazione di Viale Poetto, la moglie, Valentina Pilla, di 24 anni,. Accanto al corpo della donna vi era la figlia Emily di un anno che l’ha vegliata per ore. Dopo la partita Bucchi aveva cercato di contattare telefonicamente la moglie poco prima di prendere l’aereo, ma purtroppo non vi fu alcuna risposta. Ovviamente aperta la porta di casa, l’ansia lasciò il posto alla disperazione, con un particolare in più Infatti Bucchi. accortosi di non avere le chiavi, era stato costretto a chiamare i vigili del fuoco. Una volta entrato vide la moglie seduta sulla poltrona, ormai priva di vita, e sua figlia accanto che chiedeva aiuto. Inutile la chiamata al 118. Secondo il medico legale, la giovane donna sarebbe morta verso le 22.
Il racconto
A gennaio dello scorso anno al Corriere della Sera, Cristian Bucchi aprì il cuore in una lunga intervista, in cui ha condiviso il tragico evento: “È una tragedia che fai fatica ad accettare senza cadere nella più inutile delle domande: perché è successo a me? Mi sono chiesto mille volte se, invece di giocare a calcio, fossi stato lì, se avrei potuto fare qualcosa. Ma Valentina ebbe un infarto fulminante: non si sarebbe salvata comunque. La forza è proprio la bambina che non può crescere vedendoti soffrire, non può sentirsi sempre e solo sfortunata perché ha perso la madre in quel modo. E allora lei, piccola, diventa il tuo mondo. Per i quattro anni successivi non l’ho lasciata mai da sola. Il calciatore e la figlia insieme in giro per l’Italia con una tata per quando facevo gli allenamenti, per le partite. Ma Emily era sempre con me anche al campo”.
Il ritorno
Venerdì, con il suo Arezzo che ha eliminato domenica nel turno preliminare la Union Brescia, sarà avversario del Cagliari nei trentaduesimi di Coppa Italia (Unipol Domus ore 18.30) e siamo certi che i tifosi del Cagliari lo accoglieranno con affetto.
Oltre ad essere stato giocatore del Cagliari, in Sardegna Cristian Bucchi ha allenato la Torres, subentrando a 2015 a Vincenzo Cosco, che dovette lasciare il proprio incarico per motivi di salute e condusse la squadra alla salvezza in Lega Pro. A fine campionato andò ad allenare la Macerata.



Bucchi, Cerri e Jonita per diversi motivi meritano tutti e tre il rispetto del tifo cagliaritano ❤️💙❤️💙
A Cerri, li voglio bene, non domestico i suoi gol contro il Parma, e la Sampdoria, al 94 minuto erano gol dell’ultimo minuto della vittoria. Come non si può dimenticare la morte della povera moglie di Bucchi, per infarto di Bucchi.
Ricordiamo benissimo, lo abbracceremmo forte.
Bucchi un bravo allenatore, da attaccante era motivatissimo, non mi dispiacerebbe tra qualche anno vrderlo nella nostra panchina.
C’è anche Ionita come ex
Cerri quando ha indossato la nostra maglia l’ ha sempre onorata , non dimentico il colpo di testa al 96°, contro la Sampdoria…che goduria, da applausi tutti e due, e impossibile non ricordare la moglie di bucchi… Lui le dedico il goal proprio a tempio…
Perché il goal contro il suo Parma e chi se lo scorda ….
Ricordo questo fatto….povera ragazza 💔
Tragedia a parte….due pezzi di stagione 1 gol…..non proprio un fulmine calcistico….
In questo pezzo come abbia giocato, non ha alcuna rilevanza
Mi dispiace, ma non si può mettere la tragedia da parte. Si può fare solo un grande e clamoroso applauso quando lo vedremo uscire dallo spogliatoio.♥️💙👋🏼👋🏼
A me non dispiaceva
Io non odio Cerri …anzi lo ringrazio per i 2 gol segnato a tempo scaduto che fecero vincere il Cagliari…..Grazie Cerri.
Okay Bucchi a Cagliari al ritorna dalla trasferta di Genova…trovo’ la compagna morta a casa con la figlioletta che piangeva…(ma anche Cerri non si e’ mai comportato male con Noi..non capisco tutto questo odio per questo ragazzo)