DUBBI SULLA STRATEGIA. In superiorità numerica per tutta la ripresa e sotto di un gol, il Cagliari ha sostanzialmente deluso nella reazione messa in campo a Lecce. Al di là delle due traverse colpite da Luvumbo e Viola, la produzione offensiva è stata insoddisfacente e spesso non basata su una strategia: perché a un certo punto è sembrato che fosse irrinunciabile passare sempre e solo dagli spunti dell’angolano. I dati ufficiali della Lega Serie A parlano di 15 occasioni da rete create e ben 21 tiri totali, ma appena 2 di questi hanno raggiunto la porta. Precisione ed efficacia troppo basse, considerando l’uomo in più. La mossa di Lapadula per Prati all’intervallo non ha pagato.
PAUSA BENEFICA. Il centrocampo è mancato all’appello, fornendo nel suo complesso una prova impalpabile in fase di costruzione e ripartenza: di fatto Deiola, Prati e Marin hanno contribuito, loro malgrado, a creare un solco che ha isolato l’attacco. Gara incolore per tutti e tre, anche nella ricerca delle conclusioni a rete. L’unico ad averci provato, però ormai al crepuscolo del match, è stato il rumeno. Nella pausa del campionato, Nicola lavorerà sicuramente per inserire l’ultimo arrivato Gaetano nell’impianto di gioco e rivedere cosa è accaduto al Via del Mare.



Grande Lecce Cagliari squadretta con molte probabilita’ di retrocessione
Esiste anche l’avversario
ritorna al tuo casolare perché ho nostalgia di tanino ,david,gianfranco,mauretto,arrogutottusu…e tanti altri!
…il Lecce era in 10….noi , come spesso accade, giochiamo in 8…
Ci siamo fatti prendere dalla frenesia, il secondo tempo potevamo gestirlo meglio, con un pizzico di fortuna in più potevamo anche vincerla. Sena togliere nulla all’uomo, ma al posto di Deiola metterei Adopo.
Giulini punta al 17mo posto. Spendendo poco, vendendo qualche giocatore e tra incassi e diritti televisivi una volta pagate le spese e stipendi ci se riesce a tenerlo in serie A ci può guadagnare.
Siamo tanti anni così inutile rodersi il fegato ,aspettiamo le ultime di campionato e via tanto è lì che diamo il meglio
Come ogni anno, stiamo qua a cercare colpevoli tra allenatore, giocatori, magazzinieri e massaggiatori…
La verità è che il colpevole è sempre lo stesso, dal 2014.
La verità è che dal 2014 avete deciso di attaccarlo. Ma io c’ero prima del 2014. E quello che succedeva prima che ci fossi lo ho letto. Si perdeva anche allora; e peggio di come sta andando questo anno, dove abbiamo preso più pali che gol subiti.
Quindi è tutta sfortuna… Destino baro
Quindi è una analisi che possono capire le persone con un QI adeguato, una certa pratica del gioco ed una storia da tifoso sufficientemente lunga. Non quelle che non hanno sperimentato in campo la mancata corrispondenza tra sforzi e risultati e che si agitano per una sconfitta a prescindere da una analisi obiettiva.
Il calcio non è uno sport per signorine. Nè da praticare, nè da tifare. Le menti deboli che non reggono la tensione si limitino al bowling.
siamo costruiti per la serie B, Poche storie
sesi su scartu de una fabbrica de callonimini, te l’ho mai scritto?
Giustamente abbiamo corretto un limite della squadra dell’anno scorso. Quello di un approccio fiacco, che ci lasciava sempre in svantaggio di un gol. Ieri è arrivato sulla prima azione seria costruita dal Lecce, peraltro da calcio d’angolo. In precedenza c’era stato solo il regalo di Mina. Dopo il gol, il Lecce ha giocato solo in contropiede, ma noi abbiamo costruito più azioni frutto del gioco.
2 traverse, parate del portiere avversario, ecc. cose che succedono.
Il problema è l’incapacità di mantenere l’approccio aggressivo nel secondo tempo. Nella scorsa lo si è mantenuto, ma con un uomo in più andava alzato.
Serve tempo per avere la forma adeguata. Serve che si abbassino le temperature.
Poi, certo, c’è un limite del mercato che in diversi hanno segnalato subito. Ieri non abbiamo alzato il livello con un uomo in più, perchè i cambi hanno portato in campo 4 ultratrentenni, di cui 3 in forma carente (Pavoletti lo è da anni, Viola e Palomino non hanno fatto una sufficiente preparazione atletica alla stagione).