2 MAGGIO. Questa è una storia che, in questo portale, ha già trovato spazio: ma che è giusto ricordare, per omaggiare un uomo che ha dovuto pagare dei dazi altissimi durante la sua esistenza. Amedeo Baldizzone, ex difensore del Cagliari, oggi avrebbe compiuto 65 anni. Uno stopper molto promettente, scuola Atalanta, che Gigi Riva portò in rossoblù nell’estate 1981. Fisico aitante, veloce, temibile nella marcatura sull’attaccante avversario: Baldizzone fu schierato come titolare da Carosi nelle prime 9 gare di campionato. Fino all’incrocio con il destino.
IL DRAMMA. Primo tempo di Como-Cagliari, allo stadio Sinigaglia. È il 22 novembre 1981, lo stesso giorno in cui il viola Antognoni rischia la vita nello scontro con il portiere genoano Martina. Il numero 5 rossoblù viene tradito da una scelta errata dei tacchetti. Lo racconta lui stesso, intervistato da Francesco Ceniti per il libro Carriere spezzate – Quando l’imprevisto rompe il sogno: “Un’ora prima della gara scendiamo in campo per la ricognizione: l’erba è molto alta. Allora gli allenatori raccomandavano agli stopper di indossare le scarpe con i tacchetti chiodati. Col prato in quelle condizioni sembrava la scelta migliore. E invece il terreno era duro come il cemento. Così quando cerco e trovo l’ennesimo anticipo, la gamba destra resta piantata: mi giro e tutto il peso ricade sul ginocchio che subisce una torsione innaturale. Sento un rumore tipo ossa di pollo spezzate. Esco in barella con l’arto fasciato e bloccato. Viaggio in aereo tranquillo. Quando tocca scendere le cose cambiano: il ginocchio cede, le urla arrivano in cielo. Chi mi opera sbaglia tutto: non ricuce i crociati, lasciando il ginocchio libero di muoversi. Non riesco a correre come vorrei e quando provo ad affondare i colpi sento tutta l’articolazione precaria. Faccio diverse visite, ma per il dottore è un problema di testa. Passano i mesi, poi d’accordo con il Cagliari vado in Francia. E qui scoprono il disastro. Seconda operazione per cercare di riportarmi in campo. Intanto sono rimasto senza squadra e accetto l’offerta del Piacenza in C1, ma non ho più il passo di prima“.
L’ILLUSIONE. Nella primavera del 1985, dopo il ritorno all’Atalanta al minimo salariale, è Nedo Sonetti a dargli la mazzata: “Amedeo, porto un ragazzo con noi perché tu ormai sei un ex calciatore“. Baldizzone ha 25 anni, la terza media, una moglie e un figlio a cui provvedere. La situazione diventa drammatica. “Per quasi 15 anni mi sono buttato via, distruggendo tutto quello che avevo intorno. Ho pensato tante volte a farla finita, ma non ho avuto il coraggio. Poi all’improvviso a Bergamo ho incontrato Wilma“. Wilma Nicoli, adorata compagna di vita di Amedeo, gli è rimasta accanto anche dopo la scelta di trasferirsi in Spagna per seguire i figli e lavorare nel settore ristorativo a pochi chilometri da Barcellona. Fino al tragico epilogo il 13 dicembre 2020, a 60 anni, a causa di un male incurabile.



Iio me lo ricordo benissimo… Un vero peccato.. R. I. P.
È morto nel 2020 aveva 60 anni era malato ,si era trasferito in Spagna dove aveva un ristorante
Sfortunato R.I.P. ovunque tu sia 🌹🙏❤️
Ottimo veramente sfortunato
Non lo ricordavo, ero troppo piccolo, mamma mia che storia tragica, R. I. P. 🙏🙏🙏
Povero ragazzo 🖤
R.I.P. Non sapevo fosse morto…..
Morì di incidente?
Tumore
Sfortunatissimo.
Un ragazzo sfortunato, carriera breve purtroppo