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Miangue, è arrivata la svolta a sinistra?

Dire che in molti sono rimasti sorpresi è un eufemismo. La scelta da parte di Lòpez di schierare Senna Miangue dal primo minuto non se l’aspettava proprio nessuno. Eppure, come spesso accade con le mosse a sorpresa, alla fine ha pagato.

Troppo basso nel 4-3-1-2 di Rastelli e troppo “solo” nel 3-4-1-2 mostrato da Lòpez all’Olimpico contro la Lazio, il belga, nel 3-5-2 con cui il Cagliari si è disposto in campo contro il Benevento, pare aver trovato la sua naturale collocazione. Che non è certo quella del terzino di marcatura. Per quello, sempre nella corsia mancina, c’è il suo alter-ego Capuano, che nel frattempo sta scalando le gerarchie anche da centrale.

Miangue è un esterno sinistro di spinta. Uno di quelli che dribbla, scatta, corre. E soprattutto crossa. Tanto. Sempre. Contro i campani ha messo al centro un’infinità di palloni al centro per la testa di Pavoletti o gli inserimenti dei vari Sau, Faragò e degli altri centrocampisti rossoblù. Proprio ciò che era mancato nelle precedenti uscite del Cagliari. E proprio ciò che più soffriva il bomber ex Genoa e Napoli. Con Padoin come mezz’ala a sostegno e con Capuano (e Pisacane nei primi minuti) dietro in copertura, inoltre, Miangue ha potuto mostrare le sue qualità senza preoccuparsi troppo della fase difensiva, che certamente non è il suo punto di forza. Anche per questo il nuovo modulo è perfetto per le sue caratteristiche.

La prova contro il Benevento può essere un punto di svolta. Un trampolino di lancio per dimostrare che per questo Cagliari può essere un giocatore importante. E per non far rimpiangere la scelta di investire su di lui 3 milioni di euro per prelevarlo dall’Inter. Contro il Torino, il belga ha il compito vitale di trovare delle conferme a quanto di buono fatto vedere mercoledì alla Sardegna Arena.

 

 

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