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Zenga: “Basse motivazioni? Direi stanchezza. Stagione finita per Oliva e Pellegrini”

Dopo la sconfitta contro la Sampdoria, il Cagliari tenterà di rialzare la testa contro i neroverdi di De Zerbi. Il tecnico rossoblù presenta la gara di domani alla Sardegna Arena

ASSENZA RADJA. “Il fatto che Nainggolan sia un giocatore importante non lo scopro io oggi. La squadra senza di lui però deve cambiare atteggiamento. Il fatto che non trovo scuse per le assenze non voglio che sia più un danno che altro. Si gioca ogni tre giorni con pochi giocatori a disposizione. Pereiro? Deve capire che se scarta due tre giocatori e non cerca di dribblare il quarto è meglio”.

CIGARINI. “Perché non me l’avete chiesto dopo Verona e Torino? Oliva non ci sarà per le prossime tre partite. Più tardi intorno alle 20 ci saranno i convocati. Le cose rimangono all’interno degli spogliatoi. Pellegrini a Villa Stuart? La sua assenza sarà lunga, purtroppo credo che la sua stagione sia finita”.

COSA CAMBIARE. “Abbiamo preso quattro tiri in porta e tre gol con la Samp. Dobbiamo essere più cinici, gli incidenti di percorso come Genova possono succedere nel corso di una stagione. Abbiamo riflettuto su questo e abbiamo affrontato i problemi nello spogliatoio. Non è stata la peggior partita della mia era, non abbiamo concretizzato. Abbiamo analizzato il come e il perché abbiamo subito i gol, molti dimenticano che giocando una volta ogni tre giorni non si può pensare a fare dei processi”.

SASSUOLO. “Gioca molto bene, hanno le idee ben chiare e sono insieme da tantissimo tempo. L’allenatore può proporre le sue idee senza problemi, è una squadra sbarazzina. Sono nel momento perfetto per giocare bene al calcio. Noi dobbiamo trovare il gol e la vittoria”.

MOTIVAZIONE. “Cambio l’aggettivo, parliamo di stanchezza. Un giocatore si prepara per migliorare sempre, le motivazioni non hanno un senso, ci sono squadre che giocano meglio quando non hanno più obiettivi. Abbiamo avuto infortuni importanti, poi ad esempio gente come Walukiewicz che gioca cinque partite di fila senza essere quasi mai sceso in campo prima e in un campionato normale cinque partite sono in sei settimane. Futuro? Se non prepari l’oggi non hai futuro, si pensa al presente”.

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