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Coronavirus, le parole del Premier Conte sul Recovery plan e la cautela di Boccia sugli spostamenti

Il presidente del Consiglio ha illustrato attraverso una lunga lettera al Corriere della Sera e a Il Fatto Quotidiano i sette punti previsti

Attraverso una lettera inviata a Corriere della Sera e a Il Fatto Quotidiano, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato i sette punti fondamentali del Recovery plan italiano, strategico per il rilancio del Paese. Si punterà anche su nuove infrastrutture e sul rilancio delle opere pubbliche

LE PAROLE DEL PREMIER.“Introdurremo incentivi alla digitalizzazione, ai pagamenti elettronici e all’innovazione. E dobbiamo moltiplicare gli strumenti utili a rafforzare la capitalizzazione e il consolidamento delle imprese, anche al fine di sostenere l’attività delle filiere produttive nella fase di ripresa, con particolare riguardo a quelle in maggiore sofferenza. Occorre una decisa azione di rilancio degli investimenti pubblici e privati e una drastica riduzione della burocrazia. Potremo utilizzare le risorse europee per realizzare le infrastrutture strategiche del Paese, a partire dalle grandi reti telematiche, idriche ed energetiche. Introdurremo misure che valgano a realizzare una rivoluzione culturale nella pubblica amministrazione. I funzionari pubblici, pur in un’ottica di rigore e trasparenza, devono essere incentivati ad assumersi le rispettive responsabilità. Faremo in modo di evitare che sui funzionari onesti gravi eccessiva incertezza giuridica, ad esempio circoscrivendo più puntualmente il reato di abuso d’ufficio e la medesima responsabilità erariale. Occorre una graduale ma decisa transizione verso un’economia sostenibile, legata al green deal europeo. Si deve “puntare su un grande investimento per il diritto allo studio e per l’innovazione dell’offerta formativa, affinché l’Italia sia tra i primi posti in Europa per giovani con titoli di studio universitario”.

“Fondamentale abbreviare i tempi della giustizia penale e della giustizia civile, per riformare organicamente il codice civile. I partiti si devono confrontare con la massima speditezza. Introducendo modelli di governance più snelli ed efficienti. Occorre infine, una seria riforma fiscale. Non possiamo più permetterci un fisco iniquo e inefficiente – ha detto ancora io Premier – L’attuale disciplina fiscale è un dedalo inestricabile. Sono cinquant’anni che non si interviene più con una riforma organica e dobbiamo avere il coraggio di riordinare il sistema delle deduzioni e delle detrazioni: l’equità e la progressività del sistema tributario passano anche da questo intervento. Dobbiamo fare pulizia, distinguendo i debiti recuperabili da quelli che non lo sono e rendere più trasparente la giustizia tributaria”.

IL MINISTRO BOCCIA SUL 3 GIUGNO. Ospite su La7, il Ministro degli Affari Regionali, ha parlato di spostamenti e altre situazioni importanti per la cosidetta Fase 3: Se l’Italia sarà tutta a basso rischio il 3 giugno si rimette in cammino anche perché c’è l’idea di riaprire le frontiere con i Paesi europei, ma sempre con grande cautela, perché non possiamo vanificare i sacrifici che abbiamo fatto. Prima del 3 giugno è prevista una valutazione dei dati del monitoraggio che farà il Ministro Speranza, che ha preso sempre decisioni che non sono mai state semplici e oggi lo sono ancora di meno. Valuteremo tra giovedì e venerdì. C’è un sistema condiviso dalle regioni, che trasmettono ogni giorni tanti dati”, ha concluso Boccia.

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