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Pavoletti: “Gol, Giorgino e l’affetto di Cagliari”

L’attaccante del Cagliari è stato intervistato da Il Corriere dello Sport: spazio al periodo d’oro, tra la nascita del figlio e le soddisfazioni sul campo

GESTIONE. Leonardo Pavoletti è uno degli attaccanti italiani più apprezzati. In questa stagione, la punta toscana ha raccolto tante soddisfazioni: in campo e fuori. A cominciare dall’arrivo del primo figlio: “Giorgino ci riempie le giornate. Ci sta regalando solo le cose più belle dell’essere genitori, dorme tanto, piange pochissimo ed è una vera gioia“. Pavoletti, che a 30 anni si è tolto lo sfizio di segnare al debutto in Nazionale, ha compreso che “è necessario stare molto attenti a gestire il fisico, dentro e fuori dal campo. Poi, si può chiedere a Quagliarella come fa ad essere ancora così forte alla sua età!“.

CAGLIARI. Pavoletti descrive l’importanza della piazza cagliaritana: “Prima di arrivare a Cagliari me ne avevano sempre parlato bene. Ma finché non ci vivi, non puoi comprendere perché. La gente, il luogo, la società, tutto va alla perfezione. Qui ho scoperto il significato di sentirsi importante per un progetto. Una condizione che fa migliorare come uomini e come professionisti“.

GOL. Il bomber parla della sua fama di colpitore di testa: “Essere considerato il migliore in Europa da questo punto di vista mi fa sorridere un po’. Ma sarei felice se un giorno un bambino parlasse di un ‘gol alla Pavoletti’, come quelli ‘alla Del Piero’, per esempio. Perché le statistiche alla lunga vengono dimenticate“. Chiusura dedicata agli obiettivi di squadra e personali: “Arrivare a quota 50 punti e al decimo posto sarebbe bellissimo. Dal punto di vista personale, mi piacerebbe superare il mio record in A di 14 gol. Ma lo vivo con molta serenità e non come un’ossessione“.

 

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