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Giulini soddisfatto: “Finalmente quest’anno il Cagliari ha un gioco”

Il presidente del Cagliari a tutto campo nel forum organizzato da La Nuova Sardegna. Presenti anche Marino e Sardara, massimi dirigenti di Olbia e Dinamo Sassari

Tutti insieme per un forum di sicuro interesse. Non sono mancati gli spunti di rilievo nel forum organizzato questa mattina dal giornale La Nuova Sardegna, dove è intervenuto il presidente del Cagliari Tommaso Giulini. Alla presenza anche del presidente dell’Olbia Alessandro Marino e del patron della Dinamo Sassari Stefano Sardara, il massimo dirigente rossoblù ha risposto alle tante domande dei giornalisti presenti. “Stiamo provando a costruire una realtà vincente a livello calcistico”, ha detto Giulini, “fa poi piacere vedere che in Serie A il movimento dei giocatori sardi sia cresciuto: penso a Sirigu, Murru, Barella. Il movimento c’è, e la crescita si vede”. 

UNDER 15. “Siamo molto orgogliosi della nostra squadra Under 15, ora in testa al campionato nazionale. Ieri sono andato a vedere i nostri ragazzi, e devo dire che è stato motivo d’orgoglio vedere che sugli spalti c’erano tanti procuratori. Fino a poco fa l’Under 15 non oltrepassava i confini dell’Isola”.

CAGLIARI PIAZZA GRADITA AI CALCIATORI. “Il Cagliari è una società storica con una tifoseria importante, tra le prime otto-nove in Italia. I giocatori sanno tutto ciò e vengono da noi sempre volentieri. Aiuta anche il fatto che viviamo in una regione meravigliosa. Giocatori di una certa fama come per esempio Darijo Srna, Bruno Alves, Marco Storari non ci hanno pensato due volte a indossare la maglia rossoblù”.

IL CALCIO ITALIANO IN CRISI. “Bisogna avere il coraggio di far giocare i giovani, il movimento può crescere solo schierandoli in campo, così come gli italiani. Io guardo sempre quanti giocatori stranieri schieriamo noi e quanti ne schierano i nostri avversari. Noi siamo orgogliosi di aiutare il movimento così come stiamo facendo”.

BARELLA RESTA O VA VIA? “Credo sia un discorso prematuro. Barella ora ce lo vogliamo godere, il mister Maran lo sta aiutando a crescere, e noi vogliamo viverci il presente. Devo dire che sono orgoglioso dei miei giocatori in generale. A proposito, non ho ancora parlato a loro di persona ma hanno fatto una grande prestazione a Torino.

LE PROSSIME GARE. “Ora ci aspetta la gara a Ferrara contro la Spal che vorrà rifarsi dell’ultimo stop, poi il Torino e il Frosinone ci indicheranno che tipo di stagione sarà la nostra. È da dire comunque che finalmente al Cagliari quest’anno c’è il gioco”.

DIRITTI TV. “Fino a poco tempo fa in Serie A c’è stata una grande iniquità. Le cosiddette grandi, in particolare la Juventus, avevano la fetta più grande, con le altre a dividersi il 40%. Con la riforma Lotti le cose sono migliorate, si sono rivisti i criteri di assegnazione, che dovrebbero ulteriormente migliorare con la bozza Giorgetti grazie all’introduzione di criteri meritocratici. Bisogna dare la possibilità anche alle società più piccole di essere competitive e premiare chi riempie gli stadi. Società come Spal, Juventus e Cagliari riempiono i propri stadi ogni singola domenica. È un dato di cui si dovrebbe tenere conto”.

UN’ALTRA REALTÀ SARDA IN ALTO. “Sono maturi i tempi per avere un’altra squadra nella categorie più nobili, magari in Serie B. Non importa se ci riuscirà Nuoro, Olbia, Oristano o Sassari. Va bene tutto. Penso a realtà come Sassuolo o Chievo che non hanno tanti abitanti ma che sono cresciuti molto. Si può fare”.

L’ORGOGLIO SARDO. “È bellissimo quando all’estero o in qualunque altra parte vengo avvicinato dalla gente sarda che mi fa sentire quanto sia importante il Cagliari per loro. Un affetto enorme. Per me è l’aspetto più bello della mia esperienza come presidente di questa società”.

L’IMMEDIATO FUTURO. “Sono certo che il nostro sarà un campionato importante sul campo. Per quanto riguarda invece il nuovo stadio al momento non posso dire con esattezza in quale stagione verrà inaugurato, ma posso garantire che non molliamo di un centimetro e che si farà assolutamente. Col nuovo impianto potremo poi ambire a qualcosa in più della semplice salvezza”.

 

 

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