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Diritti tv: risoluzione contratto con Mediapro in vista

Il commissario straordinario Malagò ad un passo dalla decisione dopo l’ultimatum scaduto e il non arrivo della fideiussione da 1.2 miliardi di euro come pattuito da mesi

Secondo quanto riporta repubblica.it, per quanto riguarda i diritti tv della Serie A 2018-2021, è finito il tempo della parole. Difficilmente sarà portata sul tavolo della Lega Calcio la fidejussione di Mediapro da 1.2 miliardi di euro, la soluzione più probabile sarà la risoluzione del contratto e probabilmente altri strascichi in tribunale.

PASSO INDIETRO CHE APRE COMPLETAMENTE A SKY. A quel punto immediatamente i diritti delle gare del massimo campionato torneranno in capo alla Lega che, a trattativa privata, può chiudere con Sky e Perform per un totale 950 milioni. Ai primi l’esclusiva satellitare, ai secondi quella per il web. Con questa situazione i 20 presidenti ci rimetterebbero poco meno di cento milioni che in parte potrebbero essere compensati con l’acquisto delle library di tutte le società.

MEDIAPRO. Ovviamente poi resta da capire quale sarà la reazione degli spagnoli (che a febbraio avevano chiuso l’accordo con la Lega Calcio per 1.50 miliardi di euro) che si annuncia durissima. Il 26 marzo era stata fatta pervenire l’acconto da 64 milioni di euro, (50 + iva) poi solo e soltanto parole. Intanto gli spagnoli avrebbero sondato, seppur non direttamente, il fondo Elliott per avere un ruolo di finanziatore della “campagna d’Italia” . Elliot avrebbe dovuto mettere a disposizione degli spagnoli parte delle risorse necessarie per fare fronte all’investimento, che ammonta a circa 3,15 miliardi di euro (3,71 miliardi di dollari) per tre stagioni di 380 partite ciascuna in un accordo che termina nel 2021. Opzione che non sembra essere all’ordine del giorno, considerato l’impegno di Elliott in altre partite a cominciare da quella sulla governance di Telecom Italia e di Ansaldo STS, nonché sul Milan.

LE PAROLE DI MALAGÒ A FINE ASSEMBLEA. “O si dà fiducia a Mediapro, sulla base di nuove indicazioni, oppure si deve fare la risoluzione del contratto. Non esistono altre soluzioni. Sto pressando l’assemblea per prendere una decisione da una parte o dall’altra Non si possono aspettare risposte terze come quelle dei tribunali. Altrimenti rischi sono troppo alti”.

Roures ha ribadito i passi che Mediapro ha intenzione di fare. Sono atti significativi ma non corrispondono ad adempimenti contrattuali – ha osservato Malagò -. Di conseguenza, l’assemblea di Lega ha votato due delibere, la prima ad ampia maggioranza qualificata, che ha disconosciuto le nuove garanzie fornite da Mediapro. La seconda, con solo 11 voti a favore mentre ne servivano 12, sulla risoluzione del contratto con Mediapro“.

“Ho fatto notare che sono due delibere palesemente in contrasto: o si dà fiducia o scegliete di sciogliere il contratto. È stato deciso di lasciare aperta assemblea, ripartirà domani e durerà al massimo mezz’ora. Si riproporrà la delibera anche in base al parere legale chiesto al professor Toffoletto“.

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