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ESCLUSIVA – Parola: “Giocatore dell’anno? Sau, è il più rappresentativo”

Per questo inizio di 2018 abbiamo sentito in esclusiva per voi l’ex rossoblù Andrea Parola, centrocampista del Cagliari dal 2007 al 2010. Nella sua esperienza in Sardegna ha condiviso lo spogliatoio con tutti i più grandi nomi della storia recente cagliaritana e alcuni protagonisti del presente: da Andrea Cossu a Daniele Conti, da Alessandro Agostini all’attuale allenatore Diego López e al suo vice Michele Fini. Parola è sempre stato un giocatore coraggioso e un professionista esemplare. In carriera ha totalizzato 126 presenze in Serie A e può vantare una lunghissima militanza tra i professionisti. Con lui abbiamo fatto un bilancio rossoblù di fine anno e svelato qualche aneddoto del passato:

Finale col botto per il Cagliari nel 2017.
“Ho visto la partita con l’Atalanta, mi fa piacere ogni tanto guardare le partite del Cagliari perchè conosco alcuni dei ragazzi tra cui Farias, Cossu, Sau e il mister. Sono contentissimo per Diego López perchè era il mio capitano, una persona eccezionale e sono molto felice che stia facendo bene in panchina”.

A chi daresti il premio di giocatore dell’anno per il 2017?
“Senza nulla togliere a nessuno premierei Marco Sau. Penso sia quello che rappresenta di più il Cagliari, poi ho un bel ricordo di lui. Arrivò a Cagliari quando c’era Giampaolo e poi fu mandato in prestito in Serie C, ma già si vedevano le sue grandi qualità tecniche e morali. Già all’epoca era un bravissimo ragazzo e sono sicuro sia rimasto tale, quindi il premio di giocatore dell’anno lo darei a lui”.

Adesso riapre il mercato, secondo te dove si deve rinforzare di più il Cagliari?
“Difficile dirlo, il Cagliari è una buona squadra, esperta e con grandi valori, ci sono giocatori con alle spalle tanti campionati come ad esempio Padoin che ha deciso l’ultima sfida. López conosce bene tutto l’ambiente sardo e il campionato italiano, quindi saprà indicare benissimo se e dove intervenire”.

Abbiamo nominato Cossu, Giampaolo, López. Hai giocato in un Cagliari dove sono passati anche tanti protagonisti del presente. Che ricordi hai di quel periodo?
“Sono stati tre anni travagliati ma comunque stupendi. Il primo anno centrammo una salvezza insperata visto il girone d’andata, poi due anni con Massimiliano Allegri un po’ più sofferti per me, però belli e con vittorie importanti come quella contro la Juve. Ho bellissimi ricordi di quei tre anni fondamentali per me”.

Un ricordo divertente della tua esperienza a Cagliari è quella punizione in Cagliari – Juve del 2007. Puoi raccontarci qual era lo schema che non vi è riuscito?
“Una situazione abbastanza comica: Foggia avrebbe dovuto saltare il pallone e dopo il mio tocco avrebbe dovuto calciare. L’arbitro fischiò e in quel momento fui chiamato dalla panchina, quindi mi girai e poi toccai la palla, ma non c’era più nessuno! Rimasi impietrito, purtroppo lì per lì mi prese quasi il panico, infatti mi ricordo che feci fallo su Zebina subito dopo. Sbagliai io ma la colpa fu di Foggia, l’avrei strozzato! (ride ndr)”.

Attualmente cosa fa Andrea Parola?
“Adesso gioco ancora in Eccellenza nel Friuli, mi sono trasferito a Trieste per stare più vicino ai miei bambini. Non ho ancora un’idea precisa di che cosa farò in futuro. Dopo trent’anni di calcio e quasi venti di professionismo voglio pensarci con calma a cosa fare dopo”.

Poi un augurio di buon anno a tutti i tifosi del Cagliari: “Voglio fare un augurio a tutti i tifosi sardi, li ricordo con grande piacere e grande affetto”.

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