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Diego López: “Nervi distesi mai, non siamo appagati”

Diego López ha presentato la difficilissima sfida contro gli uomini di Luciano Spalletti: “Nervi distesi mai – chiarisce con forza il tecnico di Montevideo – Vorrebbe dire appagamento, ma noi dobbiamo trovare equilibrio emotivo. Non mi piace neanche la parola serenità, abbiamo fatto due ottime partite ma l’obiettivo è la salvezza. Sau non ci sarà, Cragno invece si. Anche Deiola purtroppo non ce la farà. Non c’è ballottaggio tra Cragno e Rafael, adesso giocherà il brasiliano ma poi tornerà titolare Cragno. I tre sicuri domani? Rafael, Ionita, Joàao Pedro. Con una difesa molto fisica può essere una possibilità utilizzare un attacco di giocatori leggeri e rapidi. Ho molta scelta in avanti e mi piace avere difficoltà nella selezione. Spalletti? Non faccio paragoni col passato, ma la squadra che affronteremo lotterà fino alla fine per lo scudetto. È una squadra organizzata che sa cosa deve fare sul campo. Noi però dobbiamo cercare di fare le nostre cose. Come si marca Icardi? È un giocatore che dal nulla può fare gol, per me è il migliore, in area è un animale. Non possiamo distrarci con un attaccante così. Dobbiamo fare una partita di squadra in fase di non possesso. Perisic, Borja Valero, Candreva e Vecino sono tutti giocatori pericolosi. Vecino è il più completo”.

Barella? – prosegue il mister rossoblù – Corre tanto ed è positivo questo. Noi dobbiamo pensare ad essere corti e compatti, stiamo migliorando in tutte le fasi. Do tanto merito alla squadra perchè si è vista la voglia e la determinazione. È importante che la gente percepisca quello che trasmette la squadra. L’Inter non è travolgente come il Napoli ma può farti male in qualsiasi momento. Hanno giocatori che sembra non siano in campo ma poi ti puniscono. Contro la Lazio abbiamo visto un Cagliari propositivo e io voglio sempre quell’atteggiamento. Inter-Atalanta mi ha dato qualche indicazione per colpire la squadra di Spalletti. Noi possiamo far giocare più giocatori tecnici contemporaneamente, l’importante è interpretare bene il ruolo. Cigarini è un giocatore che quando fa bene lui fa bene tutta la squadra, ma so che può migliorare ancora”.

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