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Sardegna Arena: una corsa contro il tempo per evitare l’esilio

La Sardegna Arena, prefabbricata per la Serie A, sarà pronta per la terza giornata di campionato 2017/2018. Gli stadi italiani provano a rinascere e a darsi un futuro facendo rigorosa attenzione ai costi. Grazie alle modifiche introdotte nella legge sugli stadi, soprattutto quella che alleggerisce l’iter burocratico per l’approvazione dei progetti, da Frosinone a Cagliari, da Bergamo a Ferrara i lavori procedono a ritmo rapido.

Gli stadi di proprietà ormai si contano sulle dita di una mano: oltre allo Juventus Stadium, ribattezzato Allianz, oltre alla Dacia Arena di Udine e a quello di Reggio Emilia, che il 5 settembre ospiterà Italia-Israele per le qualificazioni mondiali, si aggiungono il Benito Stirpe di Frosinone che sarà inaugurato il 23 luglio con un costo complessivo di operazione di circa 20 milioni. Un ulteriore stadio di proprietà è diventato quello dell’Atalanta, che si è aggiudicata l’Atleti Azzurri d’Italia all’asta bandita dal Comune di Bergamo per 8 milioni e 600mila euro, ai quali ne vanno aggiunti altri 4 di oneri di urbanizzazione. Una rivoluzione in casa di un nuovo progetto “all’inglese” con la copertura totale della tribuna e le curve quadrate. L’ inizio dei lavori è previsto tra un anno e il termine nel 2023.

A Cagliari sorge il problema principale legato ai tempi di costruzione del nuovo impianto: dove si giocherà in attesa che i lavori siano conclusi? A Udine sono riusciti a rifare lo stadio senza saltare una partita, a Ferrara amplieranno la capienza senza interferire sull’agibilità.

Per la Sardegna Arena il discorso è diverso, la regione non ha altri impianti in grado di ospitare i tifosi, le difficoltà in terra sarda sono duplicate. È stato dato l’addio ufficiale al Sant’Elia, che verrà rifatto con l’obiettivo di giocarci dal 2020 per il centenario del club (con 22mila posti tutti coperti e un costo totale di 55 milioni). Nel parcheggio dell’impianto di Italia ‘90 sta nascendo la Sardegna Arena, con gli stessi materiali usati per Is Arenas voluto dall’ex presidente Cellino, ma stavolta con il placet della commissione di vigilanza.

La squadra del presidente Giulini giocherà le prime due partite del prossimo campionato in trasferta, per ultimare i lavori dello stadio prefabbricato. Insomma una corsa contro il tempo per evitare l’esilio.

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